RIQUALIFICAZIONE DEL CONVENTO DEI CAPPUCCINI DI PISA

con riconversione delle funzioni a fini sociali

Committente

ATI Cooperative Sociali ONLUS - Pisa

Luogo

Pisa

Anno

2015

Collaboratore

Francesco Pallavicini

 

Il Convento in Pisa fu accettato dai PP. Cappuccini il 23 Gennaio 1564; l’edificio ospitava un antica prioria dei monaci Cistercensi, fondata nel 1240 e da essi abitata fino al 1426.

La Chiesa, il cui titolare è S. Donnino martire, dopo un suo quasi totale rifacimento, fu consacrata il 30 Novembre 1624.

A  seguito  la  soppressione  napoleonica  (25  aprile  1810),  i  Cappuccini  abbandonarono  il complesso, cui fecero ritorno il 29 ottobre 1814. Con la nuova soppressione (1866), a seguito dell’unità d’Italia, venne nuovamente confiscato il Convento; nel 1868 furono riscattati l'orto ed il bosco, ed il 22 Dicembre 1873 anche i fabbricati. Il convento, durante l'ultima guerra mondiale, colpito ripetutamente dai  bombardamenti, venne distrutto nell’incursione aerea del 25 Dicembre 1943, furono risparmiate soltanto la facciata di Chiesa e l’annessa navata centrale.

La ricostruzione ebbe inizio l’anno successivo, 1944, i nuovi locali vennero inaugurati il 26 Novembre 1950.

L’intero edificio, ad eccezione della Chiesa, è stato completamente riedificato nel dopoguerra non seguendo lo stesso sedime del preesistente convento che si sviluppava soltanto verso la zona settentrionale rispetto alla chiesa.

Da un punto di vista strettamente architettonico ne risulta un complesso privo di un particolare interesse artistico essendo costruito in muratura intonacata senza nessun tipo di decorazione e senza fasce marcapiano né riquadri alle finestre; I solai sono piani e il manto di copertura è in tegole marsigliesi. All’interno il complesso presenta due ambienti di particolare pregio; uno è il refettorio posto al piano terra nell’ala a nord-est rispetto alla chiesa; presenta un arredo realizzato su misura  con sedute in legno fissate alle pareti perimetrali

appoggiate su mensoloni in pietra ed un soffitto a cassettoni verniciato.

Al  secondo piano è situata la biblioteca ad uso esclusivo dei Frati che oltre che per la rarità dei libri che conserva, si caratterizza dalla scaffalatura in legno lungo le pareti che contiene i ripiani e gli armadi chiusi per i libri più pregiati. Le porte di accesso sono dissimulate all’’interno di queste armadiature.

Allo stato attuale il convento risulta praticamente disabitato nella zona riservata ai frati in quanto ormai la presenza si è ridotta drasticamente nel corso degli anni e ad oggi esiste un solo frate che ancora vive in quella struttura.

Una struttura enorme ampiamente sottoutilizzata e con ampi costi di gestione che rischia di essere abbandonata a sé stessa se non se ne preveda un intervento di riqualificazione generale attraverso una ri-funzionalizzazione degli spazi interni.

Attraverso la sinergia delle cooperative sociali operanti nel territorio è stato possibile mettere a punto una proposta di nuova destinazione degli spazi interni della struttura conventuale che prevedessero le seguenti funzioni di tipo sociale:

 

1) Potenziamento e Ampliamento offerta dello Studentato

2) Comunità residenziale collettiva per ospitalità minori in condizioni disagiate

3) Ambulatori popolari

4) Uffici amministrativi, di consulenza e di formazione

5) Asilo nido e scuola materna

5.1) Nuovo parcheggio di pertinenza

6) Locali comuni ad uso culturale, ricreativo e di aggregazione 

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